Dalla “La Provincia di Lecco” di venerdi 13 marzo 2020 

La Provincia Lecco - Sololo+

I dieci anni del progetto “SOLOLO”.

Chance per i ragazzi senza famiglia. 

Merate l’ex primario del PS del Mandic Pino Bollini ha costruito nel 2010 un villaggio in Kenya. Aiuta bambini rimasti soli e familie povere. Ora con l’emergenza sanitaria scarseggiano i fondi.


Merate 13/03/2020 –  di Fabrizio Alfano. 

Compie dieci anni il progetto Sololo, avviato dall’ex primario del pronto soccorso dell’ospedale Mandic Pino Bollini in una delle regioni più povere del Kenya, dove la popolazione vive di pastorizia nomade.

TUTTO PER CASO

«È tutto partito per caso – ricorda Bollini – durante un viaggio di piacere a metà degli anni ’80. Poi, a Sololo sono tornato e rimasto per tre anni, con la famiglia, e ho fondato un ospedale. Quindi, ci sono ritornato più tardi, dopo essere rientrato in Italia e, su richiesta della stessa popolazione degli anziani, ho dato vita al progetto».Che, come spiega il medico, è essenzialmente di «sostegno ai ragazzi che rimangono senza famiglia e che rischierebbero di diventare ragazzi di strada, come succede in altre parti del paese».Insieme agli anziani della zona, attorno al 2004, Bollini ha quindi incominciato a lavorare a un progetto che, partito ufficialmente nel 2010, in questo decennio ha aiutato tantissime persone.«Attorno alle città di Sololo, che si trova a sud di Nairobi, abbiamo costruito un ventesimo quartiere, decidano ai bambini rimasti soli. Lì vivono bambini affidati alla nostra ong, che è formata interamente da persone del posto, direttamente dal tribunale».Ma il villaggio è solo la punta dell’iceberg di un progetto più ampio che cerca di aiutare le famiglie più povere fornendo loro un aiuto concreto che si traduce in varie forme.

TRECENTO MINORI

«In media – prosegue Bollini – seguiamo circa 300 minori per un totale di cento famiglie. Solo venticinque ragazzi, invece, arrivano nel villaggio, dopo che tutti i tentativi di tenerli nella famiglia di origini sono falliti».Per portare avanti li progetto, Bollini si affida essenzialmente a due canali. Il primo è costituito dalle donazioni di chi decide di effettuare un’adozione a distanza, sostenendo con 250 euro all’anno un bambino. La seconda, invece, sono gli incassi ottenuto da cene, spettacoli, incontri organizzati da amici e artisti che si mettono a disposizione per un obiettivo nobile.«Purtroppo – conlcude Bollini – con la situazione attuale il progetto rischia molto. Tutto questo blocco sta infatti causando l’annullamento di ogni iniziativa a sostengo di Sololo. Spero quindi che tutto finisca il prima possibile per potere riprendere le iniziative e continuare a dare una mano a questa popolazione che vive in zone per noi impensabile ma dalle quali non possiamo allontanarli perché la loro vita è lì».

NON E’ ASSISTENZIALISMO

E a chi gli contesta di promuovere una forma di assistenzialismo, Bollini risponde spiegando che non è affatto così perché, afferma, «nel momento in cui un uomo si trova a vivere in condizioni di sopravvivenza, dallo stesso spirito di sopravvivenza è spinto a fare di tutto per uscirne. Tanto che, negli anni, abbiamo visto tante famiglie diventare autonome e lasciare il posto ad altre».


 CHI SONO

UNA Ong COMPOSTA DA PERSONALE LOCALE.

Anche se Pino Bollini è il vero ideatore del Progetto-Sololo, formalmente il tutto fa capo a CIPAD, acronimo di Culture Information and Pastoralist Development, ong del Kenya.

Nata a Sololo nel 2004 come una onlus, dal 2012 è diventata una Ong. Attualmente CIPAD è composta interamente da personale locale, nativo proprio del distretto di Sololo. L’idea base è che la gente del posto aiuti la gente del posto.

L’organizzazione realizza programmi di prevenzione e risposta all’abbandono minorile (Progetto Sololo), sostegno a persone sieropositive (che in zona sono ancora parecchio numerose, anche se si è passati dal 25 % al 6 % della popolazione nel corso degli ultimi anni), promozione dell’accesso scolastico per i figli di pastori semi-nomadici attraverso scuole mobili, attività di mediazione culturale e molto altro ancora.

Maggiori informazioni sul progetto e sulle possibilità di sostegno sono reperibili sul sito all’indirizzo www.sololo.eu Tra le varie opzioni è possibile scegliere tra la donazione diretta e fiscalmente detraibile, l’adozione/sostegno a distanza (SAD) attraverso Mehala oppure le donazioni economiche direttamente in Kenya, con la certezza che ogni euro donato arriverà a destinazione.

Fabrizio Alfano


 

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