Due tra i più bei complimenti che il Progetto-Sololo  abbia ricevuto, forse involontariamente, in questi ultimi tempi sono stati:

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a Sololo non ci sono bambini di strada.

Ricordo che il progetto è nato proprio per prevenire questo fenomeno e che furono gli anziani a chiederlo, poiché vedevano l’allora forte incremento delle morti per Aids come una minaccia incombente che avrebbe messo in crisi il loro tradizionale sistema di tutela del minore.

All’epoca il fenomeno dei ragazzi di strada era già presente, da 3 – 4 anni, sia a Marsabit che a Moyale, che sono le due città più vicine a sud e a nord.

Fenomeno talmente diffuso in Kenya che ancora ad oggi lo stesso governo investe quasi unicamente per gestirlo c non ha ancora previsto vere strategie e formule per la sua prevenzione.

Sembra strano, eppure grazie anche alle particolari condizioni locali, il Progetto Sololo, è probabilmente unico nel suo genere e ha saputo nascere, svilupparsi ed ottenere fino ad oggi il suo scopo iniziale: a Sololo non ci sono ancora i ragazzi di strada.

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lavorano solo con i Mussulmani

L’affermazione ci fa piacere e credo che lo farebbe anche a Papa Francesco pur se, parlando onestamente, non è proprio tutta vera.

Nel Progetto Sololo ci sono, sia beneficiari che operatori, di religione cristiana ed animista.

Hassan Charfi-0407_800x600_800x600Tuttavia, qualsiasi religione di per sè aiuta ma non è indispensabile per sostenere un minore nel suo cammino per divenire adulto.

Si consideri inoltre che la realtà di Sololo è popolata in prevalenza da gente che ritiene prioritario “essere borana”, ossia gente che sente molto forte l’identità di appartenenza, e solo successivamente sceglie una religione.

Nonostante i recenti tentativi di infiltrazione integralista mussulmana e della presenza di più di una setta cristiana e di 50 anni di missione cattolica, i non mussulmani sono meno del 2 percento della popolazione totale.

Dunque, anche a volerlo, sarebbe impossibile usare il criterio del “non essere mussulmano” per selezionare collaboratori difficili da poter trovare, anche solo fisicamente.

Il Progetto-Sololo lavora con i mussulmani non per scelta ma per casualità di luogo e di circostanze e di fatti. Fatti molto particolari in posti così particolari che, per es., portarono in passato anche la chiesa cattolica alla scelta di preferire di non partecipare e di non collaborare con il nascente Progetto Sololo; fin da quando era ancora in fase di primissima progettazione.


Turu Bagaja-0059_800x600_800x600 Gobu Mohamed-0204_800x600_800x600 Bonaya Chana-0049_800x600_800x600Comunque ad oggi il Progetto-Sololo, a prescindere dalla religione professata da chi vi lavora, è una realtà sociale indiscutibilmente positiva che ottiene il suo scopo. La comunità locale apprezza molto il Progetto-Sololo e ha più volte affermato che, senza di questo, alcune tra le famiglie più povere sarebbero sicuramente scomparse con la perdita dei loro componenti. Lo stesso governo del Kenya riconosce positivo il Progetto Sololo arrivando anche a premiare a livello nazionale un collaboratore locale per il suo lavoro nel progetto.


 

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