L’abbondante e violenta pioggia di questa stagione, che ancora non accenna a terminare, ha fatto le sue vittime.

Le strutture sanitarie locali sono alla saturazione delle loro possibilità operative ed alcuni pazienti, in specie anziani, non ce l’hanno fatta.

Numerosi anche gli incidenti che hanno avuto conseguenze mortali per affogamento; specie tra i minori che si sono avventurati a giocare in pozze fangose e sconosciute, createsi con le erosioni dovute all’acqua piovana. A noi per certo risultano i decessi di un dodicenne di Sololo e di un quindicenne di Amballo.


ABARI ?!  Ti sappiamo felice, ovunque ora tu sia.

Passando da Laisamis abbiamo saputo della morte per annegamento di un uomo, oggi quarantenne, con disturbi psichici.

Lo ricordiamo, con dispiacere per l’accaduto, ma in un modo speciale perchè lo conoscevamo quando, circa 30 anni fà, lo abbiamo curato da ragazzino e seguito poi a lungo presso l’ospedale che avevamo appena attivato.

La sua simpatia e vivacità, con tutta la sua forza per voler vivere, la dimostrava proprio a tutti nell’ampio sorriso che appariva quando pronunciava per ognuno, quasi urlando in un modo musicale unico, la parola di saluto “abari” ?!!! (Ciao, come stai ?!!!)

Questo gli è valso il soprannome che gli abbiamo dato e con cui  d’allora tutti lo hanno sempre chiamato: Abari. Ci ha lasciati giocando nell’acqua; aveva ancora, nonostante un fisico adulto, un’animo rimasto come quello di un bambino sempre felice.

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