Ciao, grazie per avermi contattato.

Rispondo sinteticamente alle tue domande.

Perché dopo questi anni di vita il Progetto-Sololo non è ancora economicamente autosufficiente ?

Perché a Sololo non c’è possibilità di generare entrate economiche sicure e sufficienti. Fam-126_800x450L’unica economia possibile è quella dell’allevamento di bestiame realizzato nel nomadismo pendolare, per non desertificare totalmente. Le mandrie si muovono, tra i pochissimi punti acqua ed i pochi punti pascolo. Questa attività non può essere utilizzata per programmare l’autosostentamento economico, poiché la siccità è ricorrente ogni sei anni e compromette sia la produzione di latte che la sopravvivenza delle mandrie che muoiono. Questo comporta ogni 6 anni gli alti costi per ricomprare le bestie. Una mandria, per autorigenerarsi da sola, richiede circa 10 anni.

 

Il Progetto-Sololo, sostenendo sempre lo stesso numero di persone, non crea dipendenza ?

Il Progetto Sololo sostiene un numero costante di persone, ma non sono sempre le stesse Fam-133 (3)_450x600persone. Appena raggiungono un minimo di autonomia, le persone vengono gradualmente dismesse  dal progetto  e sostituite. Il totale rimane più o meno lo stesso, essendo condizionato dagli aiuti che il progetto riceve. C’è una continua rotazione nel progetto di persone beneficiarie.

Quante persone sostiene ?

Fam-132 (1)_800x600In modo diretto ed indiretto, circa un migliaio. Il Progetto-Sololo dalla sua nascita ha sostenuto e dismesso n° 247 minori e 37 famiglie, dopo averli accompagnati ad un livello minimo di vita decoroso ed autosufficiente. Attualmente sostiene 286 minori e 95 famiglie non ancora autosufficienti. Oltre agli studenti ed agli anziani rimasti solo. Vi è un costante e periodico ricambio. Ciò che non cambia è solo il nome del Progetto-Sololo.

Può essere gestito dai locali autonomamente ?

Fam-134_800x600Si, è un progetto in costante evoluzione che funziona bene ed è gestito dagli stessi beneficiari, in un contesto di povertà assoluta e dimenticata.  Il “segreto” del suo successo sta proprio nel fatto che  è gestito dagli stessi beneficiari e tenta di risolvere problemi reali identificati dagli stessi beneficiari.

I donatori/sostenitori del progetto lo seguono e s’interessano ai risultati raggiunti ?

Alcuni no; questo fatto è uno dei nostri dispiaceri più grandi. Sono quelli che, non lo segueno nel suo vivere quotidiano e così pensano che dopo un po’ il progetto possa fare a meno del loro aiuto. Non si rendono conto che localmente non ci sono le possibilità per un autofinanziamento, nonostante che chi lo gestisce abbia imparato a farlo bene in forte economia. Lasciare il sostegno; togliere “ossigeno” a qualcosa che funziona bene … Perdere un progetto che funziona, per non essere riusciti a farlo comprendere e seguire, mi fa sentire profondamente colpevole di non essere riuscito a spiegarlo.

Progetto sempre ad alto rischio di chiusura per le soli ragioni economiche ?

Bahati Gufu- 0520 (4)_450x600Si, è sempre ad alto rischio di chiusura dovuta alle sole ragioni economiche. Questo rischio, a mio parere, grida vendetta al cospetto di Dio e genera in me un profondo dispiacere. Se ci si rendesse conto che lo sanno gestire efficacemente ed in piena autonomia, nonostante le condizioni estreme del luogo ove si realizza,  aiuterebbe a comprendere il valore e l’impatto che ha il Progetto-Sololo sugli ultimi degli ultimi che vivono qui. Di conseguenza si capirebbe il dovere di tenerlo vivo ad ogni costo.

Dovranno essere sostenuti economicamente per sempre ?

cConcettualmente, si. Praticamente, speriamo proprio di no. Dovremo riuscire a raccogliere i sostegni  necessari per il sostentamento fino a che l’area si svilupperà generando nuove economie locali possibili fonti di autosostentamento.

Un consiglio al donatore ?

non disperdere il tuo aiuto in tanti rivoli, sempre utili ma difficilmente risolutivi di una situazione. Concentrali su di un progetto scelto bene, anche se non sarà il nostro, poi resta informato e segui chi aiuti; non abbandonarlo più. Sarai utile per ciò che dai e per la programmazione che consentirai di poter fare.

Una frase che aiuti a riflettere ?

Questa frase non è mia ma la vivo profondamente in questi tempi:dServire chi ha bisogno non è la stessa cosa di servirsi di chi ha bisogno”.


 

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