Io lo ricordo così 2018 | Sololo

Ciao Robert, a Dio piacendo ci riincontreremo. IMG_0063_1600x1200_800x600

Io lo ricordo così.

Robert Kochale è tornato al padre.

La notizia ci ha colpiti, trovandoci assolutamente impreparati. Lo aspettavamo per festeggiare insieme quello che credevamo fosse uno scampato pericolo. Oltre due settimane di degenza in uno dei migliori ospedali di Nairobi per un infarto che lo aveva colpito mentre era a Laisamis. Ci dicevano che era pronto per la dimissione; poi la ferale notizia.

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Nato in aree sperdute ed aride, fù uno dei primi ragazzini della missione di Laisamis. Sostenuto dai padri missionari fino a diventare, da adulto, il proprietario di un autocarro con il quale lavorava per la Diocesi di Marsabit curando la distribuzione degli aiuti umanitari che trasportava dal campo base di Nanyuki in tutte le missioni del nord-Kenya. Così si è fatto conoscere da tutti per la sua generosità e disponibilità ad aiutare chiunque, a prescindere di quale tribù fosse il beneficiario. Tribù numerose e sempre tra loro in conflitto di sopravvivenza per il possesso dell’acqua e del pascolo.

Coralmente votato alle elezioni nazionali, per ben due volte, è stato membro del parlamento del Kenya per due legislature sotto la presidenza Moi, ricoprendo anche la carica di vice-ministro.

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Numerosi gli episodi di generosità che personalmente conosco proprio per averli direttamente vissuti con lui o visti concretizzare da lui. Non sono tutti raccontabili. Per spontanea generosità, per semplicità e forse un pò “grossolani” nella realizzazione ma avevano sempre il pregio di raggiungere lo scopo. Sono in tanti, tantissimi ora a piangerlo. Exif_JPEG_PICTURE

Ci siamo incrociati, e pranzato insieme a Laisamis, per l’ultima volta circa un mese fà. Era il Robert di sempre: allegro e vulcanico nelle idee pur sempre pronto a piangere miseria per gli altri. Ha amato la sua gente; ha vissuto una vita che lo ha portato agli onori, ma dai quali non è uscito “straricco” … Ha condiviso questi onori, per es. portandomi a visitare il suo studio a Nairobi e poi il suo posto nell’aula del parlamento e finanche a mangiare con lui nel ristorante del parlamento. Felice, sembrava quasi fosse un bambino che volesse dividere con il suo compagno-amico la gioia di possedere dei nuovi “giocattoli”. Non ha mai fatto pesare il suo potere per sopprusi. Talvolta, in presenza di amici, non gli dispiaceva pavoneggiarsi come per gioco e quasi si divertiva ad usare del suo potere quando qualcuno, non conoscendolo, lo trattava scorrettamente. Non ha mai usato il potere per umiliare qualcuno anche se in certe occasioni ha semplicemente intimorito per sottolineare gli errori dell’altro. I soldi, così come arrivavano ripartivano e lui si dava da fare per trovare i prossimi,  ma … non solo per lui; per la sua famiglia; per la sua gente per … chiunque lo incontrava.

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Anche la gente di Sololo, forse non lo sà che lui ha partecipato, con il suo amico membro del parlamento di Sololo, ad ottenere la partecipazione del genio civile del Kenya nella trivellazione dei pozzi ad Amballo e successivamente la costruzione della pista di oltre 60 km per il loro collegamento.

Mi fermo qui; anche se avrei ancora tanto da scrivere riguardo a lui.

Ora, quando penso a lui, provo una profonda serenità interiore. lui è sicuramente seduto alla destra del padre e Gli sta raccontando i suoi progetti per le realizzazioni che voleva ancora fare e, son certo, Lo convincerà e vedrete che la sua opera non finirà, continuerà attraverso altri.

Un abbraccio forte, forte, forte, fratellone amico mio. Ciao! Alla prossima.


(translated with Google)
Hi Robert, God willing we will meet again.

I remember it that way.

Robert Kochale is back to his father.

The news hit us, finding us absolutely unprepared. We were waiting for him to celebrate together what we thought was an escaped danger. Over two weeks of hospitalization in one of the best hospitals in Nairobi for a heart attack that had struck him while he was in Laisamis. They told us that he was ready for discharge; then the feral news.

Born in remote and arid areas, he was one of the first kids of the Laisamis mission. Supported by the missionary fathers up to become, as an adult, the owner of a truck with which he worked for the Diocese of Marsabit taking care of the distribution of humanitarian aid that transported from Nanyuki base camp in all missions of North Kenya. So he made himself known by everyone for his generosity and willingness to help anyone, regardless of which tribe was the beneficiary. Tribe numerous and always in conflict with each other for the possession of water and grazing.

For the most part, he has been a member of the Kenyan parliament for two legislatures under the Moi presidency, twice as assistent-minister.

Numerous episodes of generosity that I personally know just for having directly lived with him or seen concretized by him. They are not all taltable. For spontaneous generosity, for simplicity and perhaps a little “coarse” in the realization but they always had the merit of reaching the goal. There are many, many now to cry it.

We met and had lunch together with Laisamis, for the last time about a month ago. He was the Robert of all time: cheerful and volcanic in his ideas still ready to cry misery for others. He loved his people; he lived a life that brought him to the honors, but from which he did not come out “overflowing” … He shared these honors, for ex. taking me to visit his studio in Nairobi and then his place in the parliament hall and even to eat with him in the parliament restaurant. Felice, it seemed almost like a child who wanted to share with his friend-friend the joy of owning new “toys”. He never weighed his power for suppressed. Sometimes, in the presence of friends, he did not mind struting like a game and almost enjoyed using his power when someone, not knowing him, treated him wrong. He never used the power to humiliate anyone even if on some occasions he simply intimidated to point out the other’s mistakes. The money, as they came back, and he was busy to find the next, but … not only for him; for his family; for his people for … anyone who met him.

Even the people of Sololo, perhaps not know that he participated, with his friend member of the parliament of Sololo, to get the participation of the civil engineering of Kenya in the drilling of wells in Amballo and then the construction of the track of more than 60 km for their connection.

I stop here; although I still have a lot to write about him.

Now when I think of him, I feel a profound inner serenity. he is certainly seated at his father’s right hand and is telling him about his plans for the accomplishments he still wanted to do and, I am sure, will convince him and see that his work will not end, he will continue through others.

A big hug, strong, strong, big brother my friend. Hello! See you next time.

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