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Pozzo; parliamone

Ciao

Per prima cosa ti ringrazio per il tuo impegno e disponibilità. Seconda cosa gradirei essere io in prima persona a trattare il discorso del pozzo. Rientrerò in Italia il 4 di maggio e da quel monento di giorno come di note sarò sempre disponibile per incontrare chiunque, anche più volte, fino ad avere la certezza che sia ben chiara la situazione e che chiunque sappia bene cosa potrebbe fare. Nessuno di Mondeco al momento penso possa conoscere la realta che si sta svolgendo ora qui. Una realtà che cambia di giorno in giorno … insicurezze incluse per furti del poco bestiame rimasto e per politica che si accende già ora per la nomina dei candidati.

Occorre dare al potenziale donatore un quadro reale di ciò che avviene ora qui; ma ancor più importante riuscire a fare il quadro di quello che avverrà tra pochissimi mesi, se non si interviene subito. Salvo miracoli, nel vero senso della parola. L’emergenza sarà talmente grave che la risposta necessaria supererà ogni nostra possibilità.

Gli animali sopravvissuti ora sono pochi, non c’è abbastanza cibo per loro neppure dopo queste scarsissime piogge. Senza la produzione di latte anche la popolazione soffre la fame poichè neppure ha il potere di acquisto per il cibo (mais, riso, zucchero … ) di prima necessità i cui prezzi sono andati alle stelle. Se le persone hanno già perso peso ora e non possono avere da mangiare a sufficenza adesso, è facile immaginare cosa può succedere quando sarà finita anche questa poca acqua arrivata ora. Il bisogno sarà oltre ogni nostra possibilità di risposta, ma potremmo fare veramente la differenza tra vita e morte per moltissime persone. Non si può perder tempo.  I nostri minori (abbiamo già raddoppiato la normale distribuzione di cibo mensile) sono sottopeso per l’età con indice di massa corporea paurosamente basso. Una recentissima indagine appena conclusa dice che il 40% di oltre 3.300 bambini sotto ai 5 anni ha un indice muac (rapido test di screening di massa) sotto ai valori di norma.

Occorre subito dare cibo e tenere ben monitorata la situazione dal punto di vista sanitario. Contemporanemente, pensare fin da ora a come dare acqua quando finirà l’attule che non consente di sicuro di poter arrivare fino alle prossimer piogge di ottobre-novembre. O la si acquisterà come già fatto in passato facendo fare alle autocisterne 250 Km (occorrerà avere i soldi per coprire i costi) o scavando un pozzo ora.

Gli aspetti per realizzare un pozzo sono veramente tanti. Già solo quelli burocratici non li conosciamo bene tutti ma ci sono nostre persone locali che si stanno già movendo incontrando autorità e tecnici … molto però già sappiamo e tra pochi giorni ne sapremo di più. Comunque tutto il progetto si basa su di una prima fase, relativamente poco onerosa, che è finalizzata ad una conferma strumentale e tecnica di quanto impiricamente riteniamo, per una serie di segni di natura e di loro tradizione, che abbiamo acqua sotto il nostro terreno. Solo con i risultati di questa prima fase si potrà decidere se procedere o meno alla seconda che si tratterrebbe di trivellare. I costi di questa fase dipenderanno dalla profondità in cui si trova erà l’acqua … ne parleremo a voce … ma la strada asfaltata ed altre facilitazioni portano a ritenere che i costi di trivellazione si attesterebbero intorno ai 30 / 40.000- euro che potrebberro ridursi moltissimo se riusciremo a far intervenire il governo con le trivelle dei suoi militari … cosa che al momento potrebbe essere possibile e anche molto probabile. La terza fase, quella di distribuire l’acqua agli animali e alla popolazione dopo averla resa potabile, sarà tutta da decidere in ragione di che acqua è stata trovata e a che profondità, ecc ecc.

Noi possiamo occuparci di tutto, ma se fosse il donatore a decidere di seguire lui le tre fasi per noi sarebbe ancora meglio. Penso che se le persone che incontremo in azienda arriveranno a comprerndere e a condividere, potrebbero loro farsi promotori con la Direzione spiegando la eccezionalità della opportunità. Ritengo che  per la Ditta il tutto potrebbe diventare anche una perfetta operazione di marketing a costi relativamente molto, molto contenuti. Avranno certo un ufficio marketing in grado di valutare l’operazioner anche da questo profilo. Si tratta di agire per dare acqua in un luogo dove  tutto il mondo ora ne sta parlando per la siccità in corso. Ciò che però vedono in pochi, proprio perchè non sono qui a vivere sul posto, è che il vero disastro, ora prevedibile, non è ancora avvenuto. Gli altri se ne accorgeranno troppo tardi mentre la Ditta sarà tra i pochi ad aver fatto un intervento con la giusta tempistica.

Per evitare la catastrofe ci sono solo due strade: o Dio decide di farer arrivare altre piogge fuori stagione; es. se piovesse tra giugno ed agosto (teoricamente impossibile fino ad oggi) si risolverebbe tutto da solo;  oppure noi facciamo qualcosa adesso. Fare, fare ora: cibo, sanità subito ed acqua tra poco. Quanto riusciremo a fare ora, poco o tanto, sarà direttamente proporzionale al numero delle persone che si salveranno.

Perfetta qualsiasi azione che dia la possibilità di agire come detto sopra. Brenissimo quindi le uova pasquali con Mondeco … e specialmente i Sad …

L’incontro in azienda prima lo si fà e meglio è e, ripeto, vorrei poterlo condurre personalmente. Ci sono troppe vite in gioco e voglio dormire sereno in futuro, qualsiasi cosa accadrà, e ci potrò riuscire solo se avrò la certezza di avere fatto tutto ciò che potevo.

Un forte abbraccio

Pino


(00 – Pozzo – vai a 02)

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