Quando si perde il senso delle parole?

Quando si supera il limite che le trasforma da difesa dei valori in sacrosanta, e probabilmente controproducente, retorica.

Dove si trova questo limite?

Nelle realtà dei fatti che rendono inapplicabile quanto viene sostenuto a parole, anche se con perfetta e condivisibile logica.

Solo una minoranza di noi che, a fatica raggiunge il 40% incluso chi la pratica, si dichiara al servizio dell’uomo comune e si gioca, con la politica, una continua partita autoreferente.

Gli altri 60% non si sono allontanati; sono stati allontanati dalla politica stessa. Quella che ha reso di fatto insignificante anche la loro unica arma democratica: il voto.

L’allontanarsi dall’impegno politico, di chi fa già un’altra professione di vita,  è un messaggio preciso: sono una vostra vittima; ma almeno non mi presto a farmi anche prendere in giro. Si, andrò a votare per rispetto a chi, magari solo ventenne, si è fatto uccidere per darmi questa grande opportunità democratica. La scelta poi, inclusa quella di non scegliere, è personale e rimane segreta.

Con i fatti poi, come posso e dove posso, porto avanti la mia proposta alternativa che rimane pur sempre la miglior contestazione … Scan0001

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