(go to the original in English)


“Una bella storia che può dirci tante cose…se si ha la pazienza di leggerla immedesimandosi nel contesto”.


“Grazie per il resoconto ed ancor di più per il brillante lavoro che avete fatto per il bene di H. E’una bella storia da raccontare ai nostri sostenitori, poichè valorizza con i fatti l’autentico senso degli obbiettivi del progetto-sololo. Dare a voi le opportunità per realizzare ciò che voi ben sapete essere giusto.


E’ questa di H. una storia che si basa su aspetti della tradizione che, seppur avevano in passato un motivo di esistere, oggi, venute meno le vecchie condizioni di vita, risultano essere troppo dure e disumane; ma pur sempre difficilissime da sradicare dalla cultura locale. Una volta le regole punitive come queste, consentivano alle comunità di restare unite tramite la loro ferrea osservanza da parte di tutti. Questo permetteva al gruppo di poter sopravvivere in condizioni dove il singolo non avrebbe mai potuto farcela da solo.

La transizione al nuovo modello di vita, non può non essere traumatico, specie per gli anziani che identificano la perdita del rispetto delle regole con la fine della tradizione. Faticano a comprendere che invece la Tradizione continuerà a vivere proprio per tutte quelle altre regole che hanno trasmesso, e continueranno a farlo, i valori eterni ed universali: l’accoglienza, la condivisione, il mutuo sostegno, …Basta mettere l’”Uomo al centro”, prima di qualsiasi altra cosa (profitto, affari. Soldi, …) vedendolo come un cittadino non italiano, borana, … bensì “cittadino del mondo”; tutti fratelli poiché figli di un Unico Dio.


Siamo sempre molto felici quando riusciamo a riconsegnare i bambini ai loro parenti ritrovati. Collocare i bambini presso i loro parenti rintracciati, è il nostro momento di maggior successo. Questa è la storia del successo per H. S.

H.S. fu accolto al Villaggio Obbitu alla sua dimissione dall’ospedale di Sololo, grazie all’interessamento dell’amministratrice sorella J. e ella polizia. Sua madre era deceduta durante quel ricovero. Attualmente ha 9 anni ed è cresciuto con i bambini del Villaggio Obbitu. Era l’unico a non avere riferimenti con parenti, anche alla lontana, esterni al villaggio. Mentre gli altri bambini potevano parlare dei loro parenti, Halakano non ha mai potuto partecipare alla conversazione. Questo fatto lo ha in qualche modo stigmatizzato.

Dopo aver osservato questo suo stato d’animo, abbiamo intrapreso il viaggio per rintracciare la famiglia della defunta madre di Halkano. Fu allora che concordammo con il management di OVC che era necessario cercare di ricollegare ed integrare i minori con i loro parenti. Ci siamo resi conto che non ne avevamo uno per Halkano.

Visitammo Wayegoda e rintracciammo la nonna e una zietta. Parlammo con loro di H. S. e di come fosse stato accolto tra i bambini del Villaggio Obbitu e che ora aveva circa 8 anni. La nonna, ceca, ci disse che sapeva che il figlio di sua figlia era stato accolto nella casa dei bambini del Villaggio Obbitu. Ma non ne conosceva neppure il nome. La ragione dell’allontanamento da casa della figlia era un marchio impostole alla nascita del bambino poiché questo era il frutto di un caso di stupro su una donna con problemi mentali. Azione effettuata da una persona che vive a Wayegoda e che loro conoscono ma non possono farci nulla.

Abbiamo chiesto alla nonna di superare lo stigma poiché H. ora è cresciuto e alla fine avrebbe avuto bisogno di lei come parente. L’abbiamo invitata a parlarne con gli altri membri della famiglia. Nell’aprile 2019, quando abbiamo lasciato che i bambini potessero godere del primo permesso di vacanza presso parenti che li avrebbero accolti per il breve periodo, abbiamo portato anche H. a Wayegoda per incontrare sua nonna. Le abbiamo anche portato un regalo così come è previsto dalla tradizione. Ad agosto per la seconda volta abbiamo portato Halkano per una visita alla famiglia e questa volta abbiamo trovato lo zio, la zietta e la nonna. Hanno scattato foto insieme e parlato del Villaggio; eravamo tutti felici e gioiosi.

H. aveva finamente ritrovato i suoi parenti che lo accettavano e così H. poté parlare con sicurezza di sua nonna e suo zio raccontando agli altri minori del Villaggio Obbitu. Non c’era più lo stigma. Aveva anche le sue radici familiari che sapeva vivevano a Wayegoda

Il 27 novembre 2019, durante la festa di fine anno, abbiamo invitato i parenti e lo zio che è venuto a trovare e stare con H. Ho posto la domanda allo zio chedendo se era pronto per tornare a casa portando con se H. per la durata del permesso di vacanza che sarebbe stato di lungo tempo, di circa un mese e mezzo, ha prontamente detto “SÌ”. Quello è stato per me il momento migliore.

Mentre scrivo questa email, Halkano non dorme a Obbitu ma dorme a Wayegoda. Noi ora dobbiamo monitorare e fare in modo che la loro relazione diventi sempre più forte.

Per aiutare ad introdurlo nel viaggio ed avere una relazione sempre più forte tra H. e la sua famiglia, abbiamo deciso di ammettere la famiglia nel nostro programma HBC in quanto sono anche veramente bisognosi; in particolare la nonna che è molto anziana e cieca ed anche per dare un segno di apprezzamento per aver accettato H. nonostante la cattiva cultura tradizionale e lo stigma dato dalla comunità.

In futuro propongo di regalare una mucca, che verrà curata da suo zio, da portare da parte di H. alla comunità di Wayegoda.

Questa è una vittoria per H. ed è una vittoria per il progetto sololo e per la sua sostenibilità

grazie rgds G.G.


Ma daiiiiii che bellissima notizia!!!!! Sono proprio contenta per H…. Mi sono commossa nel leggere questa mail, x’ ricordo ancora la prima volta che l’ho incontrato! Il piccolo del villaggio…. Che gioia sono contenta ❤️❤️



(tradotto con google) … stiamo lavorando per rintracciare i parenti di B. M. stiamo ancora pensando a cosa possiamo fare per H. ogni bambino ha la sua storia unica che può essere raccontata e dovrebbe integrarli nella comunità per la continuità del vivere e della vita


Emozionante il cammino del nostro ex-piccolo del villaggio, continueremo a seguirlo.

Che bello Pino, Grazie per questa condivisione, è bello poterci essere… e sentirsi parte di .. questo! un abbraccio


(tradotto con google) … come ho riferito prima, siamo rimasti con 5 bambini a casa dei bambini di Obbitu. la madre dei 2 figli, sorella e  fratello di Moyale, è venuta al villaggio obbitu per chiedere che i suoi figli venissero a stare con lei. ci siamo rifiutati di consegnarglieli per via del suo disturbo mentale. la madre è davvero pazza e ha causato un disagio psicologico ai bambini. stava ferendo il sentimento dei bambini.  vogliono stare con lei come madre perché non comprendono i disturbi mentali della madre. vogliono avere il permesso di andare con lei per il periodo di vacanza. abbiamo riferito all’ufficiale governativo dei minori e alla polizia di Sololo e  tutti sono d’accordo con noi sul fatto che nel migliore interesse dei bambini non dovremmo rilasciare i bambini alla madre ma solo a familiari e parenti. abbiamo concordato di portare noi i bambini a Moyale insieme alla madre, ad altri membri della famiglia e parenti per il permesso di vacanza. Consigliamo loro di riportare i bambini alla scadenza del permesso di vacanza. questo sarà comunicato all’ufficiale governativo per i minori … quindi rimarremo solo con 3 bambini nel villaggio obbitu. … (vai a una storia meno bella)


Domani C. andrà al controllo all’ospedale di Agakhan con Paul e suo zio A. T.. ti aggiorneremo sullo stato di avanzamento e sulla raccomandazione del dott.ssa.


(go to the original in English)

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