Un approccio trasparente e responsabile al sostegno delle persone e delle comunità
Nel Progetto Sololo, ogni richiesta di aiuto è accolta con attenzione, rispetto e senso di responsabilità. Il nostro obiettivo non è solo offrire assistenza, ma farlo in modo equo, trasparente e radicato nella comunità.
Un processo chiaro e affidabile
Ogni richiesta viene registrata entro 48 ore e valutata attraverso un percorso strutturato che unisce competenza professionale e conoscenza locale. La valutazione di un assistente sociale è sempre prevista, affiancata—quando possibile—dal contributo degli anziani del villaggio e delle autorità locali.
Le decisioni sono condivise, non arbitrarie
Ogni caso viene esaminato da un Comitato di Gestione, che analizza le informazioni raccolte e confronta eventuali punti di vista diversi. La decisione finale è assunta dal Management Team, sempre con una motivazione chiara e con l’indicazione delle azioni da intraprendere.
Interveniamo subito quando è necessario
Nelle situazioni urgenti—come rischi per la salute, fame o minori in difficoltà—agiamo immediatamente. Le verifiche amministrative vengono completate successivamente, per garantire che nessuno resti senza aiuto nei momenti critici.
Responsabilità e tracciabilità totale
Ogni decisione è:
- documentata
- motivata
- ricostruibile nel tempo
Il Presidente esercita una supervisione finale, assicurando coerenza con la missione e i valori del progetto.
I nostri principi guida
- Rispetto della dignità della persona
- Ascolto della comunità
- Decisioni condivise e responsabili
- Rapidità nelle urgenze
- Responsabilità chiara in ogni fase
Perché questo è importante per te, donatore
Il tuo sostegno è gestito attraverso un sistema pensato per ridurre l’arbitrarietà e garantire equità. Nessun sistema elimina completamente gli errori, ma il nostro è costruito per rendere ogni scelta comprensibile, verificabile e responsabile.
In sintesi:
Non offriamo solo aiuto.
Ci assumiamo la responsabilità di come questo aiuto viene dato.
Progetto Sololo – CIPAD
SOLOLO PROJECT – HOW WE WORK
A transparent and accountable approach to supporting people and communities
In the Sololo Project, every request for help is treated with care, respect, and responsibility. Our goal is not only to provide assistance, but to do so in a way that is fair, transparent, and rooted in the community.
A clear and reliable process
Each request is formally registered within 48 hours and assessed through a structured process that combines professional evaluation and local knowledge. A social worker always conducts an assessment, supported—whenever possible—by the perspective of village elders and local authorities.
Decisions are shared, not arbitrary
All cases are reviewed by a Management Committee, which examines the information and discusses any differing views. Final decisions are taken by the Management Team, always with a clear justification and defined actions.
We act quickly when it matters most
In urgent situations—such as health risks, hunger, or vulnerable children—we intervene immediately. Administrative steps are completed afterward, ensuring that no one is left waiting in critical moments.
Full accountability and traceability
Every decision is:
- documented
- justified
- traceable over time
The President provides final oversight, ensuring that all actions align with our mission and values.
Our guiding principles
- Respect for each person’s dignity
- Listening to the community
- Shared and responsible decisions
- Timely response to urgent needs
- Clear accountability at every step
Why this matters for you as a donor
Your support is managed through a system designed to reduce arbitrariness and ensure fairness. While no system can eliminate all errors, ours is built to make every decision explainable, verifiable, and accountable.
In short:
We do not just provide help.
We take responsibility for how that help is given.
Sololo Project – CIPAD
Estratto dal verbale della riunione del Comitato di Gestione del 14/03/2026
È nato un nuovo percorso di collaborazione che apre prospettive concrete e, allo stesso tempo, mette in luce tutta la complessità del lavoro sul campo. Il progetto, denominato GRT, vede CIPAD come partner attivo e coinvolto, e ha già permesso di avviare o rafforzare interventi essenziali per la comunità.
Grazie a questa sinergia, si è riusciti innanzitutto a garantire un supporto alimentare per i centri di Obbitu e HBC, affiancato da un’attenzione più strutturata alla salute, attraverso attività di valutazione dello stato sanitario delle persone assistite. Accanto a questi interventi di base, si stanno sviluppando anche iniziative pensate per generare autonomia economica: dall’installazione di serbatoi per l’acqua all’allevamento di capre da latte, fino ad altre attività produttive come il progetto Pan 4. Tuttavia, alcune di queste azioni sono ancora in fase di assegnazione: i bandi sono stati pubblicati e le candidature sono in corso, ma non si è ancora giunti alla definizione finale dei beneficiari. Diversa è invece la situazione per la fornitura alimentare ordinaria di Obbitu e HBC, già assegnata a nuovi fornitori.
Parallelamente, il progetto continua a sostenere altre aree fondamentali. Il programma dedicato agli anziani accompagna oggi 25 persone, mentre l’impegno verso i malati cronici coinvolge circa 150 pazienti seguiti nell’ambito del progetto Sololo. Si tratta di persone fragili, affette da patologie come ipertensione, diabete o tubercolosi, per le quali il supporto continuo rappresenta una vera linea di sopravvivenza.
Durante l’incontro del comitato, non sono mancate domande e preoccupazioni. In particolare, è emersa con forza la questione dell’alimentazione dei bambini di Obbitu. In passato erano stati promessi fondi pubblici per garantire il cibo e per migliorare le infrastrutture, ma a oggi tali promesse non si sono tradotte in interventi concreti. Il presidente ha chiarito che, per motivi amministrativi e territoriali, alcune risorse non possono essere utilizzate al di fuori del distretto di competenza. Per quanto riguarda il distretto di Sololo, da cui si attendeva un sostegno diretto, non è ancora arrivata alcuna fornitura.
Questa situazione ha acceso un confronto anche acceso tra i membri del comitato. Da una parte la richiesta di un’azione più incisiva, dall’altra la consapevolezza dei limiti istituzionali e delle procedure in corso. Il presidente ha spiegato di aver già sollecitato gli uffici competenti e di essere in attesa di riscontri, ma ha anche voluto richiamare la responsabilità della comunità locale: ha chiesto infatti ai capi villaggio e agli anziani, coinvolti nella distribuzione degli aiuti alimentari, di includere anche i bambini di Obbitu nelle loro assegnazioni.
Altre questioni hanno riguardato la gestione del programma per anziani, chiarendo che non esiste una sostituzione automatica in caso di decesso, ma una valutazione basata sui bisogni reali, e la composizione del comitato stesso, che include rappresentanti del governo locale e dell’ufficio per l’infanzia, anche se alcune figure devono ancora essere formalmente presentate.
L’incontro ha visto anche l’ingresso di nuovi membri, tra cui rappresentanti della comunità e leader religiosi, che hanno espresso apprezzamento per il lavoro svolto e si sono impegnati a sostenere il progetto, rafforzandone il radicamento sul territorio.
La riunione si è conclusa in un clima che univa realismo e responsabilità, con la consapevolezza delle difficoltà ancora aperte ma anche della forza di una comunità che, passo dopo passo, continua a cercare risposte concrete ai bisogni più urgenti.
Excerpt from the minutes of the Management Committee meeting of March 14, 2026
A new collaborative process has been established, opening up concrete prospects while also highlighting the complexity of fieldwork. The project, called GRT, sees CIPAD as an active and engaged partner and has already enabled the launch or strengthening of essential community interventions.
Thanks to this synergy, we have succeeded in providing food support for the Obbitu and HBC centers, coupled with more structured health care through assessments of the health status of those assisted. Alongside these basic interventions, initiatives designed to generate economic independence are also being developed, ranging from the installation of water tanks to dairy goat farming, and other productive activities such as the Pan 4 project. However, some of these actions are still being awarded: calls for proposals have been published and applications are underway, but the final beneficiaries have not yet been identified. The situation is different for the regular food supply of Obbitu and HBC, which has already been assigned to new suppliers.
At the same time, the project continues to support other key areas. The program dedicated to the elderly currently supports 25 people, while the commitment to chronically ill patients involves approximately 150 patients treated as part of the Sololo project. These are vulnerable individuals, suffering from conditions such as hypertension, diabetes, or tuberculosis, for whom continuous support represents a true survival strategy.
During the committee meeting, there was no shortage of questions and concerns. In particular, the issue of nutrition for the children of Obbitu emerged forcefully. Public funds had been promised in the past to guarantee food and improve infrastructure, but to date these promises have not translated into concrete measures. The president clarified that, for administrative and territorial reasons, some resources cannot be used outside the district of jurisdiction. As for the Sololo district, from which direct support was expected, no supplies have yet arrived.
This situation sparked heated debate among the committee members. On the one hand, there was a call for more decisive action; on the other, awareness of institutional limitations and ongoing procedures. The president explained that he had already contacted the relevant offices and was awaiting feedback, but he also wanted to emphasize the responsibility of the local community: he asked village leaders and elders involved in the distribution of food aid to include the children of Obbitu in their allocations.
Other issues concerned the management of the program for the elderly, clarifying that there is no automatic replacement in the event of death, but rather an assessment based on actual needs, and the composition of the committee itself, which includes representatives of the local government and the Children’s Office, although some roles have yet to be formally introduced.
The meeting also saw the addition of new members, including community representatives and religious leaders, who expressed appreciation for the work done and pledged to support the project, strengthening its roots in the local community.
The meeting concluded in a climate of realism and responsibility, recognizing the ongoing challenges but also the strength of a community that, step by step, continues to seek concrete answers to the most urgent needs.


