Sono le parole semplici di due genitori seguiti dal progetto di CIPAD
Due brevi video registrati a Sololo. Sono parole semplici, pronunciate in lingua Borana da due genitori capofamiglie seguiti dal Progetto Sololo di CIPAD. Abbiamo scelto di non pubblicarne i nomi completi, ma di condividere il senso profondo delle loro testimonianze, perché crediamo che raccontino meglio di qualunque relazione tecnica cosa significhi il sostegno ricevuto.
La madre della famiglia n. 0166 ci ha detto che, senza l’aiuto ricevuto in questi anni, probabilmente avrebbe perso la speranza. Si è trovata sola a crescere molti figli, senza aiuti e senza alcuna sicurezza. Ha raccontato che il progetto le ha permesso di continuare a vivere con dignità, di mandare i bambini a scuola e di affrontare giornate che altrimenti sarebbero state impossibili.
Ci ha colpito una frase in particolare:
“Dite agli sponsor che il loro aiuto è arrivato davvero fino a noi.”
Spesso chi sostiene un progetto a distanza si domanda se ciò che dona serva realmente a qualcosa. In quelle parole c’era la risposta più concreta possibile. Non teoria. Non statistiche. Vita reale.
La stessa mamma ha voluto ringraziare chi sostiene il progetto con una preghiera semplice e sincera: augurando salute e lunga vita a chi continua ad aiutare famiglie che, da sole, non riuscirebbero a rialzarsi. Ha anche aggiunto una riflessione importante: a Sololo molti interventi hanno lasciato un segno concreto nelle persone, soprattutto attraverso il sostegno scolastico ai bambini, la distribuzione di cibo e il recupero delle abitazioni più fragili.
Ma ha ricordato anche quanto sarebbe importante, per il futuro, aiutare le famiglie a ricostruire una propria autonomia attraverso piccoli allevamenti, attività e competenze lavorative.
Anche il padre della famiglia n. 0167 ha voluto lasciare il suo messaggio.
Ha raccontato la propria gratitudine nel vedere i figli poter frequentare la scuola e ricevere un sostegno che lui, oggi, non sarebbe in grado di garantire. Ha spiegato di aver perso quasi tutto: animali, mezzi di sostentamento e perfino una casa adeguata. Eppure, nonostante questo, le sue parole non erano di rabbia ma di riconoscenza.
Ascoltare queste testimonianze fa capire che il Progetto Sololo non è fatto di numeri-statistiche.
È fatto di persone reali.
Dietro ogni contributo ci sono volti, famiglie, bambini, storie vere.
- Il progetto non cambia il mondo intero.
- Ma per qualcuno cambia davvero il confine tra abbandono e possibilità.
Il vostro aiuto non è invisibile.
Per questo il ringraziamento più vero e più importante non possiamo scriverlo noi.
Arriva direttamente da quelle famiglie di Sololo che continuano a lottare ogni giorno.
Grazie a tutti coloro che hanno scelto di camminare accanto a loro.


