CIPAD fornisce mensilmente a circa 100 famiglie tra le più bisognose dell’area di Sololo: mais, fagioli, olio, sale, zucchero, foglie di tè e una saponetta per l’igiene personale di chi cucina.
Si stima che questo cibo possa bastare per circa 3 settimane. E’ calcolato in base al numero dei membri delle famiglie che vengono così classificate di piccole o di medie dimensioni.
La quarta settimana è volutamente lasciata scoperta per stimolare le loro iniziative al fine di prevenire fenomeni di “cattive abitudini”.
Tuttavia la famiglia e i suoi minori vengono costantemente monitorati da un assistente sociale e da un infermiere che ne valutano prevalentemente lo stato di nutrizione e la crescita. In caso di provata necessità, la dieta viene integrata a misura, qualitativamente oltre che quantitativamente.
Per tradizione legata alla cultura locale, durante la buona stagione delle piogge, gli agricoltori di questa zona coltivano in prevalenza mais e fagioli. Questi sono gli alimenti principali per cui c’è una gran varietà di cibo basato sul mais.
Almeno cinque tipi di piatti possono essere generati dal mais:
- Githeri: questa è una miscela di mais e fagioli bolliti ai quali successivamente si aggiunge olio e sale.
- Mais sgusciato localmente (mais decorticato) – come quello che si vede nel video – anche questo è stato mescolato con fagioli e olio. Questo cibo è molto dolce.
- Ugali: il mais portato al mulino si trasforma in farina di mais.
- Chapati tradizionali: questo è anche preparato dai nostri operatori sanitari per i bambini utilizzando il mais distribuito dal CIPAD. Viene aggiunta una piccola quantità di farina di grano (come si vede nelle immagini allegate).
- Porridge: anche questo può essere preparato con farina di mais.
Gli operatori di Cipad utilizzano il cibo sopra menzionato, preparato con mais e fagioli, olio e sale per trasformarlo in una sorta di stufato particolarmente nutriente. Con un consumo giornaliero di 2 kg., è syffucente per 2 settimane.
Hanno riferito che l’aiuto governativo risulta discontinuo quindi sono sempre abbastanza preoccupati, soprattutto durante la stagione secca, per le restanti 2 settimane che separano dalla successiva distribuzione di cibo di Cipad.
Negli ultimi 3 mesi c’è stato nessun aiuto alimentare governativo.


