Ci sono anche momenti rasserenanti e belli

Tunu: dall’aula di scuola al lavoro, un percorso sostenuto dal Progetto OVC

Siamo felicissimi di festeggiare con voi un altro traguardo:

il conseguimento del Diploma Universitario in Agraria Generale presso il Politecnico di Meru di Tunu Halima
  • Un cammino lungo e costante
    Tunu è stata sostenuta dal Progetto Sololo OVC fin dalla scuola primaria fino al conseguimento del Diploma in Agricoltura Generale presso il Meru Polytechnic. Il progetto ha coperto tasse scolastiche e universitarie, trasporti e affitto della casa durante i tre anni di studio a Meru.
  • L’impatto concreto
    Grazie a questo accompagnamento, oggi Tunu è entrata nel mercato del lavoro. Un traguardo che non riguarda solo lei: il miglioramento del suo status socio-economico si riflette sulla sua famiglia e sui fratelli, creando nuove opportunità e stabilità.
  • Un risultato che parla da sé
    Attraverso la storia di Tunu, il Progetto Sololo OVC mostra la sua efficacia: sostenere i bambini più vulnerabili significa garantire accesso ai bisogni e ai diritti di base, ma anche costruire futuro e dignità.

Grazie a tutti
Ogni passo di Tunu è stato reso possibile dal sostegno di chi ha creduto nel progetto. La sua storia è la prova che continuare a supportare le famiglie più fragili è necessario e porta frutti concreti.



 

La fiaba vera di B. G.: dall’abbandono alla famiglia ritrovata

Uno dei compiti più delicati di CIPAD è rintracciare i parenti dei minori, per reintegrarli nel loro contesto sociale. 

La vicenda di B. G., oggi dodicenne, racconta con forza questa missione.

  • Un inizio difficile
    B. G. arrivò al Villaggio Obbitu a soli due anni, su disposizione del tribunale di Moyale. Viveva per strada con la madre, affetta da disturbi mentali, senza dimora né protezione. Il padre era assente. Al suo arrivo era scalzo, con pochi vestiti, infestato da parassiti e privo di vaccinazioni.
  • Accoglienza e cura
    I primi giorni furono segnati da pianti e rifiuti. Il bambino respingeva ogni contatto, ferito dall’assenza della madre. Gradualmente, però, trovò conforto tra i coetanei del Villaggio. Ebbe un letto, lenzuola pulite, vestiti scelti da lui, scarpe nuove. Ricevette cure mediche e vaccinazioni. Piccoli gesti che segnarono il passaggio dalla strada alla vita.
  • La famiglia ritrovata
    CIPAD riuscì a rintracciare i fratelli di B. G., figli della stessa madre. Le visite, l’accoglienza della nonna e il legame con i fratelli hanno cambiato il suo destino. Uno di loro, laureato in medicina nel 2025, è diventato un punto di riferimento. La famiglia lo ha riconosciuto e accolto, persino registrando il suo nome all’anagrafe per condividere la stessa identità.
  • Un lieto fine concreto
    Oggi B. G. vive a Sololo, sereno e ben assistito, con una rete familiare che lo sostiene. La sua storia mostra come il Villaggio Obbitu non sia solo un rifugio, ma un ponte verso la vita: un luogo dove i bambini possono ritrovare dignità, salute e soprattutto legami.