Questo racconto desidera essere di aiuto ai donatori a “vedere” cosa stanno rendendo possibile.
L’ultimo trimestre del 2025 si è aperto e si è sviluppato sotto il segno della siccità.
- Le piogge lunghe, che normalmente arrivano tra aprile e giugno, sono state scarse, molto al di sotto della media.
- Quelle brevi, tra ottobre e novembre, non sono andate meglio.
- La terra si è seccata troppo presto, i raccolti non sono arrivati a maturazione, e l’erba è scomparsa.
- I bacini di raccolta e le cisterne si sono svuotate.
- Per molte famiglie, la quotidianità è diventata camminare per chilometri alla ricerca d’acqua e poi attendere in fila per poterla raccogliere.
- Eppure, dentro questo scenario duro, la comunità non si è fermata. Ha continuato a resistere, con una forza silenziosa, aspettando una stagione migliore.
- Dentro questa realtà, il progetto Sololo ha continuato a esserci. Senza interruzioni.
Nel programma di assistenza domiciliare ha continuato a sostenere le famiglie più vulnerabili. Sono state accompagnate 100 famiglie, raggiungendo circa 420 bambini.
Ogni mese vengono distribuiti alimenti di base: mais, fagioli, olio, zucchero, tè. Non è solo un aiuto materiale: è ciò che permette a molte famiglie di non crollare. Le quantità vengono adattate in base al numero di figli, cercando di essere il più possibile equi e concreti.
Nel Villaggio Obbitu abbiamo accolto e seguito 19 bambini, garantendo loro protezione, cura e un ambiente stabile.
Obbitu non è solo un luogo dove i bambini stanno: è una casa vera. Qui i bambini vivono in spazi dignitosi, puliti, curati. Dormono in letti adeguati, hanno vestiti, ricevono cure mediche, frequentano la scuola. Ma soprattutto vengono educati senza violenza, accompagnati a comprendere i propri errori, sostenuti nella crescita.
Affidate dal tribunale, tre sorelle provenienti da Moyale sono state accolte temporaneamente per essere protette mentre testimoniavano in tribunale. Dopo aver reso la loro testimonianza, sono rientrate nella loro casa. È uno di quei casi che ricordano quanto sia fragile la vita di molti bambini e quanto sia necessario esserci, al momento giusto.
Sul fronte sanitario, i bambini stanno bene. Le malattie più comuni — infezioni respiratorie, problemi intestinali o cutanei — sono state gestite direttamente nel Villaggio Obbitu, senza impatti sulla frequenza scolastica.
L’attenzione all’igiene personale è diventata parte della quotidianità: piccoli gesti semplici che fanno una grande differenza.
Anche la scuola resta un pilastro. I bambini frequentano regolarmente, con materiali e uniformi forniti quando necessario. Alcuni di loro hanno appena concluso la scuola primaria e si preparano ad iniziare un nuovo ciclo: passaggi piccoli solo in apparenza, ma decisivi per il loro futuro.
Durante il trimestre sono stati visitati oltre 140 bambini per valutazioni sanitarie e nutrizionali. Più della metà è risultata in condizioni normali, ma restano situazioni di sottopeso e alcuni casi di malnutrizione che richiedono attenzione costante.
Accanto ai bambini, non vengono dimenticati gli anziani. Venticinque persone ricevono un piccolo contributo economico mensile. Per molti di loro è l’unica fonte di sostentamento. Alcuni sono molto fragili, spesso soli e senza assistenza. Questo aiuto, anche se semplice, significa dignità.
L’apicoltura continua a essere una risorsa importante, anche se fragile, minacciata da parassiti che spingono le api ad abbandonare gli alveari.
L’unità agricola del Villaggio Obbitu ha sofferto molto la siccità. L’acqua raccolta non è bastata e a un certo punto è stato necessario ricorrere a un’autocisterna per salvare almeno gli alberi più giovani e garantire acqua agli animali e alle api. Molti alberi da frutto non sono sopravvissuti: troppo caldo, poca acqua, termiti, animali al pascolo.
Eppure qualcosa ha resistito. Sono stati prodotti ortaggi per l’alimentazione dei bambini e il miele è aumentato in modo significativo.
Fuori dal Progetto Sololo, la situazione per la popolazione resta più complessa.
Un altro aspetto importante è il lavoro di rete. Il progetto non è isolato:
- collabora con le istituzioni locali, partecipa ai tavoli sulla protezione dell’infanzia e si integra con le politiche pubbliche. In questo trimestre,
- il personale è stato formato sui sistemi ufficiali di gestione dei dati per la protezione dei minori, e
- le autorità locali hanno potuto visitare Obbitu, riconoscendo il valore del modello.
Questo è un passaggio fondamentale: non solo fare, ma fare in modo che ciò che si costruisce possa essere riconosciuto, sostenuto e, un giorno, anche replicato.
Se guardiamo tutto insieme, emerge una verità semplice.
- Non stiamo parlando di un progetto che “funziona” perché tutto va bene.
- Stiamo parlando di un progetto che regge anche quando le condizioni sono avverse: siccità, scarsità di risorse, fragilità diffuse.
In un contesto dove molto manca,
la cosa più preziosa che continua a esserci è la relazione: tra chi vive lì e chi, da lontano, decide di non voltarsi dall’altra parte.


