Da Sololo – La guerra, la paura e il rischio di una crisi umanitaria

24 ottobre 2026 | Fonte: CIPAD – Sololo, Kenya

La guerra continua a infuriare. A Sololo la situazione è calma, ma tesa. La paura e l’incertezza sono accompagnate dal timore che il conflitto possa estendersi anche al versante keniota di Moyale.

Le conseguenze, intanto, sono già concrete.

I collegamenti tra Sololo e Moyale sono interrotti. Le merci acquistate a Moyale, compresi i generi alimentari, non riescono a raggiungere Sololo. Le scorte nei negozi si stanno esaurendo e il loro rifornimento dipenderà dalla durata del conflitto.

A Moyale, la situazione degli sfollati è drammatica. Alcune abitazioni ospitano ormai più di 50 famiglie. La maggior parte delle persone in fuga è costituita da bambini, madri e anziani. Il numero degli sfollati è elevato, ma non disponiamo ancora di dati precisi.

Una riunione di crisi, organizzata dalla National Drought Management Authority (NDMA) presso l’ufficio del vice commissario della contea di Moyale, ha riunito diverse organizzazioni umanitarie. L’obiettivo è prevenire una crisi umanitaria causata dall’arrivo in Kenya delle persone costrette a lasciare Moyale, in Etiopia, per sfuggire alla guerra.

In questa emergenza sta emergendo una forma di solidarietà antica e concreta: le famiglie accolgono quante più persone possibile, condividendo spazi, acqua e cibo. Ma la solidarietà, da sola, non basta. Le risorse delle famiglie ospitanti si riducono rapidamente e la vulnerabilità cresce per tutti, per chi fugge e per chi apre la propria casa. Le riserve di acqua e cibo potrebbero esaurirsi nel giro di pochi giorni.

Il conflitto ha attirato l’attenzione della comunità internazionale. Si ipotizza l’allestimento di un campo per gli sfollati, che consentirebbe di organizzare e coordinare meglio gli aiuti.

Il CIPAD vorrebbe intervenire, ma al momento non dispone delle risorse necessarie per sostenere i bambini più vulnerabili tra le famiglie sfollate a Moyale. È una constatazione dolorosa, soprattutto di fronte a bisogni tanto urgenti. La situazione richiede uno sforzo congiunto per mobilitare risorse e salvare vite umane.

A Sololo, i beneficiari del progetto non corrono pericoli immediati. Resta però concreto il rischio di una carenza di generi alimentari, legata all’interruzione dei collegamenti commerciali.

Per questo abbiamo deciso di invitare i nostri fornitori a predisporre per tempo le scorte alimentari necessarie per il mese di novembre, così da garantire la distribuzione degli aiuti secondo il programma previsto.

Continueremo a monitorare la situazione e a condividere gli aggiornamenti, man mano che saranno disponibili.

La guerra è oltre il confine, ma le sue conseguenze sono già qui. E quando vengono meno i collegamenti, si riducono le scorte e aumentano le persone da accogliere, anche la solidarietà più generosa ha bisogno di risorse concrete.