Aggiornamento sulla siccità.

Quello che vedo e quello che provo

  • La siccità sta devastando la zona.
  • Le temperature sono estremamente calde sia di giorno che di notte.
  • Si dorme all’aperto.

Disponibilità di acqua:

  • Sololo: sono state perforate nuove trivellazioni con circa 6 punti di distribuzione
  • Damaball fachna/Aria: è stato perforato un nuovo pozzo lungo la strada asfaltata
  • Sololo Makutano: ha un pozzo trivellato con i finanziamenti del governo turco
  • Anona: ha un nuovo pozzo trivellato dal governo della contea

Situazione alimentare:

  • Sololo: c’è cibo disponibile al mercato.
  • Un nuovo mercato all’aperto è stato sviluppato tra Anona e Dukale.

 Il cibo è costoso:

  • i fagioli: tra 100 e 120 scellini.
  • il mais: 50 scellini per una scatola da 1 kg.

Gli aiuti alimentari del governo dovrebbero essere destinati alle famiglie più vulnerabili.

Disponibilità di fieno:

  • non ci sono più pascoli per gli animali
  • chi può ha iniziato ad acquistare fieno dal sud.

 

C'è una forte resilienza da parte della comunità.

  • La gente sa incassare, adattarsi e trasformare la ferita in esperienza.
  • Sa cadere, rialzarsi e restare in piedi quando la vita li ha già messi in ginocchio più volte.

La resilienza li fa sopravvivere e il mio “mal d’Africa” m’impedisce di voltarmi dall’altra parte.

  • Il mio “mal d’Africa” è perdere il diritto all’indifferenza.
  • Non è nostalgia di un luogo, ma l’impossibilità di restare altrove, quando il dolore degli altri ti entra sottopelle.
  • Da quel momento hai visto troppo. Quello che hai visto ti appartiene e non ti lascerà più.

Quello che ho visto

Dietro la rete

“Un volto scavato, un cranio coperto dalla sola pelle.
Gli occhi infossati, le rughe di un’età che non è la sua.

La riconosco. I lineamenti sono gli stessi, delicati.
Solo pochi mesi fa era ancora in carne.
Ora tace.

Mi guarda da dietro la rete della finestra.
Chiede senza parlare.

Mi vergogno.
Non ho risposte per quel silenzio che sa di morte.
Me ne vado, muto, portando via anche la sua ultima speranza”.

Quello che ho provato

(Spietato dialogo conflittuale interiore)

Ora è chiaro: 

  • la fame è tornata ad essere la prima nemica.
  • Sì, ma adesso è certezza.
  • E, come sempre, è l’acqua che manca.
  • Lo sapevi già
  • Chi arriva alla mia porta è tra i più disperati.
  • Occhi che chiedono senza parlare. 
  • Li vedi: una fila muta, interminabile.
  • Qualcuno ha camminato per chilometri.
  • Sperano in un aiuto che non ho più da dare. Ho finito tutto,
  • Tutti sperano
  • Su quei volti scavati si affacciano storie che fanno male solo a sentirle.
  • Non ce la faccio. Provo a respingerle, a chiuderle fuori dalla mente.
  • E tu non vuoi ascoltarle.
  • Ma entrano lo stesso.
  • Mi rifugio nel progetto del villaggio per gli orfani.
  • Forse. Come se bastasse a giustificare la mia presenza qui.
  • Ti ci aggrappi come a una scialuppa.
  • Come se potesse salvarti dal resto.
  • Ma non ho più “cartucce”.
  • Non ho i mezzi per rispondere alle richieste, né ai bisogni enormi che mi circondano.
  • Sì. Non reggo più questo assalto di povertà.
  • Lo sai da tempo che sarebbero finite presto.
  • E questo ti logora
  • E non vado via.
  • Perché so che anche lontano queste sensazioni mi inseguirebbero.
  • Sì. I confronti sono impossibili. Mostrano solo l’ingiustizia del mondo.
  • Perché non puoi.
  • Ti rovinerebbero qualsiasi futuro.

  • Così vivo male.
  • Lo so. La ragione mi offrirebbe cento scuse.
  • È ciò che fanno tutti. Altrimenti questa realtà non esisterebbe.
  • E continui a condannarti a vivere male.
  • Le hai già sentite tutte.
  • La ragione ordina.
  • Sono i sentimenti che ti spezzano.
  • Ma non basta.
  • E tu resti.

  • Non per masochismo.
  • Resto per coerenza; so che non si può scegliere solo ciò che piace, soprattutto quando quel piacere si paga con la sofferenza di altri che non hanno colpe.
  • No. Per convinzione.
  • Bisogna fare ciò che si sente giusto.
  • Anche quando ti logora.
  • Anche quando costa.
  • Saremo sopraffatti.
  • Consumati e divorati dai bisogni degli altri.
  • Lasciati soli da chi oggi dice di condividere questa lotta.
  • Forse.
  • Probabile.
  • Quasi certo.

  • E allora perché resto?
  • Perché non potresti fare altrimenti.