A proposito di “ Vendere Povertà …”

Io, “boomer”, la penso così.

Le confessioni di un piazzista di povertà

Quando provo a “vendere povertà”, raccontando e testimoniando, non raccolgo molto interesse in chi mi ascolta. L’offerta di povertà sul mercato, oggi, è veramente alta e così è molto probabile che chi è disposto ad ascoltare stia già comprando altrove e sia al limite delle proprie possibilità.

Per questo sono molto reticente ad insistere e non voglio essere invadente; desidero solo informare presentando, perché sono certo che se una Verità è tale, non occorre imporla poiché, prima o poi, si imporrà da sola. Tuttavia, così facendo, secondo le leggi del marketing, divento sempre meno competitivo con l’accanita concorrenza.

Onestamente, non so più cosa fare, ma non voglio mollare.

–        Soffoco la mia rabbia davanti alle inevitabili “guerre tra poveri” per accaparrarsi un “acquirente di povertà” …

–        Vinco la mia vergogna a chiedere e così soccombo alla concorrenza …

–        Subisco gli effetti collaterali delle “campagne piglia tutto” condotte dalle grandi organizzazioni. L’ipermercato che soffoca il piccolo negoziante. …

–        Resto in silenzio, leccandomi le ferite ingiuste anche se involontarie, inferte dagli effetti collaterali delle truffe nel settore, o presunte tali, di cui periodicamente si sente parlare …

–        Taccio, quando mi rendo conto che tutti sanno già tutto e “giudicano condannando fuori dai tribunali” con il rinunciare ad acquistare ancora povertà. Non è possibile dargli torto, anche se questo comportamento di “fare di tutta l’erba un fascio”, diventa l’ennesima ingiustizia anche per gli estremamente poveri di Sololo …

–        Tradire le generosità dei donatori colpisce tutti i poveri; e non solo quelli la cui povertà è stata sfruttata; oltre a screditare chi si sacrifica per loro.

–        Il tradimento, dei poveri e di chi si è già “spolpato” con la propria generosità, obbliga il donatore a chiudersi nel silenzio. Non ci sono alternative per chi ha donato e si porta dietro la preoccupazione di aver sbagliato alimentando involontariamente possibili vere e proprie truffe.

Momenti in cui sembra di trovarsi con tanta sofferenza impotenti in un punto morto.

La soluzione sembrerebbe facile se si cedesse alla tentazione di una fuga da tutto … “chi si è visto si è visto” – “chi ha dato ha dato e chi ha avuto ha avuto”. Ma poi …

Tuttavia è proprio in questi momenti che vince la voglia di ripetere ancora una volta la preghiera-imprecazione: “Devi fare qualcosa TU !!!” e  … arriva sempre la stessa risposta per l’ennesima volta espressa con Divina Bontà e Pazienza, che si ripete in continuazione a tutti: “Io ho mandato anche te; fai la tua parte che al resto ci penso “Io”.”

“le confessioni di un piazzista di povertà … ” Fiabe o Realtà?

Io, “boomer”, la penso così.